Natsuko Toyofuku

Laura Inghirami ha intervistato per Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte i Maestri vincitori del premio MAM –  Maestro d’Arte e Mestiere nella categoria Gioielleria – Argenteria – Oreficeria.

Oriente e Occidente: l’incontro di due mondi in un gioiello scultoreo

Natsuko Toyofuku, vincitrice del premio MAM - Maestro d'Arte e Mestiere

Siamo in Corso Como, nell’Atelier di Natsuko Toyofuku, un luogo sofisticato che racchiude il fascino lontano del Giappone e racconta l’incontro con Milano e la cultura occidentale negli anni della sperimentazione e del fermento artistico. Qui Natsuko Toyofuku, vincitrice del premio MAM – Maestro d’Arte e Mestiere, ci mostra le sue creazioni artigianali in bronzo e argento, talvolta illuminate da smalti colorati e pietre inusuali. Opere scultoree, contemporanee, da sempre fuori dagli schemi, che non hanno mai voluto conformarsi alle regole del gioiello classico, ma anzi hanno voluto superarle.

All'interno dell'Atelier di Natsuko Toyofuku

Natsuko Toyofuku ha respirato la passione per il bello fin da bambina. “Mio padre Tomomori Toyofuku – racconta l’artista – è stato un grande scultore. Negli anni ’60 arrivò in Italia dal Giappone per la prima volta, per visitare la Biennale di Venezia. Ancora non sapeva che sarebbe rimasto per 40 anni. L’incontro con Peggy Guggenheim fu decisivo: la famosa collezionista decise di acquistare una sua scultura, ed egli volle investire il ricavato nella continuazione della sua esperienza in Italia. Èiniziata così l’avventura più importante della sua (e della nostra) vita. Sì, parlo di noi, perché mia madre Kazuko ed io, che ero ancora bambina, lo abbiamo seguito. Dico spesso che dietro ad ogni grande artista vi è una grande compagna. Ed è stato davvero così per mio padre: mia madre, pittrice, ha rappresentato per lui un supporto fondamentale, sia dal punto di vista familiare che artistico. Infatti, si confrontavano continuamente e il suo contributo è stato importantissimo.”

All'interno dell'Atelier di Natsuko Toyofuku

La passione di Natsuko Toyofuku nasce così, tra una mostra d’arte e l’altra. “Osservavo le signore e i loro gioielli. Erano monili dalle forme nuove, diversi dai gioielli classici. Erano gli anni dell’innovazione artistica a Milano: c’era grande coraggio da parte dei designers di osare e sperimentare con combinazioni eccentriche di forme e colori. Frequentando l’ambiente artistico milanese ho potuto vivere fin da bambina l’entusiasmo di creare qualcosa di nuovo, e crescendo ho fatto mia questa filosofia.” Il percorso imprenditoriale di Natsuko ha avuto inizio negli anni ’80, e da quel momento è stato un susseguirsi di soddisfazioni. “Porto nel cuore in particolare le piccole gioie quotidiane. Come osservare le persone fermarsi a guardare le mie creazioni. Ricordo il mio stupore e il mio sorriso quando, negli anni ’90, notavo che erano soprattutto i bambini a rimanere colpiti dalla vetrina della mia bottega. I bambini non hanno filtri, sanno cogliere ciò che è realmente creativo senza imposizioni. Per questo per me è stato un grande successo catturare la loro attenzione.”

Modellazione della cera all'interno dell'Atelier di Natsuko Toyofuku

Il legame con l’Oriente è sempre forte e rappresenta un elemento essenziale delle creazioni di Natsuko Toyofuku. “Torno in Giappone una volta all’anno. Vivere lontano dalla propria cultura d’origine permette di apprezzarne maggiormente la bellezza, sotto una prospettiva differente.” Così le sue mani danno vita ad un’estetica unica, una combinazione di ispirazioni al Giappone e ad artisti rivoluzionari come Lucio Fontana e Giuseppe Capogrossi. Ma non solo: “L’ispirazione può derivare da attimi, da particolari di varia natura, da discipline diverse. Soprattutto all’inizio del mio percorso, ero affascinata anche dalle forme minimali e pulite degli artisti scandinavi e danesi.” Quando inizia a creare un gioiello, Natsuko Toyofuku non parte mai da un disegno, ma inizia subito a modellare la cera. “Penso a cosa vorrei indossare in quel momento e colleziono nella mia mente tutte le ispirazioni che ho tratto dal mondo circostante.”

Modellazione della cera all'interno dell'Atelier di Natsuko Toyofuku

Fondamentali sono le figure degli artigiani con cui collabora. “È grazie alla maestria del fonditore e dell’orafo che hanno lavorato insieme a me in questi anni che sono riuscita ad arrivare fin qui. Per me questa è l’essenza dell’eccellenza: la possibilità di lavorare insieme ad artigiani di grande competenza e creatività.” E il premio MAM rappresenta per lei, per loro, un grande riconoscimento. “Quasi non riesco a credere di aver vinto un premio così importante e così unico, che valorizza le persone che hanno dedicato la propria vita a questo mestiere. Un mestiere fatto di dedizione, quotidianità, disciplina. È per me un grande onore.”

Laura Inghirami

Modellazione della cera all'interno dell'Atelier di Natsuko Toyofuku